Ogni tanto, durante la visione di qualche capolavoro, troviamo inseriti dei veri e propri gioielli di interpretazione mediante un discorso motivato da qualche circostanza attinente alla sceneggiatura.
La casistica è lunga e solo come esempio mi limito ad evidenziarne qualcuno per stimolare personali approfondimenti ed integrazioni:

Preghiera del clown di Totò

Nel film “Il più comico spettacolo del mondo”, così recita Totò:

“Noi ti ringraziamo nostro buon Protettore per averci dato anche oggi la forza di fare il più bello spettacolo del mondo.
Tu che proteggi uomini, animali e baracconi, tu che rendi i leoni docili come gli uomini e gli uomini coraggiosi come i leoni, tu che ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli, fa’ che sulla nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi.
Noi ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni, se qualche disgrazia dovesse accaderci, fa che avvenga dopo lo spettacolo e, in ogni caso, ricordati di salvare prima le bestie e i bambini.
Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici, tu che sei la vera, l’unica rete dei nostri pericolosi esercizi, fa’ che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda, una pista e un riflettore.
Guardaci dalle unghie delle nostre donne, ché da quelle delle tigri ci guardiamo noi, dacci ancora la forza di far ridere gli uomini, di sopportare serenamente le loro assordanti risate e lascia pure che essi ci credano felici.
Più ho voglia di piangere e più gli uomini si divertono, ma non importa, io li perdono, un po’ perché essi non sanno, un po’ per amor Tuo, e un po’ perché hanno pagato il biglietto.
Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene, rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola, ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura.
C’è tanta gente che si diverte a far piangere l’umanità, noi dobbiamo soffrire per divertirla; manda, se puoi, qualcuno su questo mondo capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri.”

Naturalmente la visione rende meglio il talento di Totò, ma anche la semplice lettura del testo lascia il segno in chi ha un po’ di sensibilità.

Discorso all’umanità

Nel film “Il grande dittatore”, così recita Charlie Chaplin:

“Mi dispiace,
ma io non voglio fare l’imperatore:
no, non è il mio mestiere.
Non voglio governare, né conquistare nessuno; vorrei aiutare tutti se è possibile: ebrei, ariani uomini neri e bianchi.
Tutti noi, essere umani, dovremmo aiutarci sempre; dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo.
Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro.
In questo mondo c’è posto per tutti: la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi; la vita può essere felice e magnifica.
Ma noi lo abbiamo dimenticato.
L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotto a passo d’oca a far le cose più abiette.
Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi; la macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi.
Pensiamo troppo e sentiamo poco.
Più che macchinari, ci serve umanità.
Più che abilità, ci serve bontà e gentilezza.
Senza queste qualità, la vita è violenza, e tutto è perduto.
L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti.
La natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità.
Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne, bambini disperati.
Vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente.
A coloro che mi odono, io dico: non disperate, l’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero.
L’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano, l’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori.
E il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo.
E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.
Soldati!
Non cedete a dei bruti!
Uomini che vi sfruttano!
Che vi dicono come vivere!
Cosa fare!
Cosa dire!
Cosa pensare!
Che vi irreggimentano!
Vi condizionano!
Vi trattano come bestie!
Non vi consegnate a questa gente senza un’anima!
Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore.
Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini!
Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore.
Voi non odiate coloro che odiano solo quelli che non hanno l’amore altrui.
Soldati!
Non difendete la schiavitù!
Ma la libertà!
Ricordate,
promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere:
mentivano, non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno.
I dittatori forse son liberi perché rendono schiavo il popolo.
Allora combattiamo per mantenere quelle promesse!
Combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere!
Eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza!
Combattiamo per un mondo ragionevole; un mondo in cui la scienza e il progresso, diano a tutti gli uomini il benessere.
Soldati!
Nel nome della democrazia siate tutti uniti!”

Anche qui leggere è sufficiente, ma vedere lo spezzone del film è doveroso.