Suonò con le più importanti orchestre del mondo dirette dai più grandi direttori e si esibì accanto ad artisti del calibro di Yehudi Menuhin, Mstislav Rostropovic, Svjatoslav Richter.

Per circa 10 anni suonò uno Stradivari del 1702 di Sua proprietà: Il Conte de Fontana; durante la Sua carriera suonò 8 Stradivari diversi e ne possedette 3.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, un episodio da ricordare è l’esecuzione del concerto di Cajkovskij che Oistrakh suonò nonostante il suono delle sirene che segnalavano un attacco nazista sulla città.
Lui continuò a suonare e il pubblico presente rimase ad ascoltare.

Inoltre, anche qui, come in Maria Yudina, c’è un episodio che riguarda Stalin perché in seguito alla vittoria di un importantissimo concorso internazionale nel 1937 regalò una casa in Russia a David Oistrakh.

Fra il 1966 e il 1972 dà vita a un duo con il pianista Svjatoslav Richter.

Sofferente di cuore, continuò nella Sua attività concertistica in giro per il mondo con ritmi forsennati di lavoro che lo portarono il 24 ottobre 1974 alla morte ad Amsterdam.

È sepolto a Mosca nel cimitero del Convento di Novodevicij (probabilmente il monastero più famoso di Mosca e tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO).

Ha lasciato, per fortuna, una sconfinata discografia: il Concerto triplo di Beethoven, con Svjatoslav Richter e Mstislav Rostropovic, Herbert von Karajan e i Berliner Philarmoniker, registrato nel settembre 1969 a Berlino è considerato il Suo capolavoro.