Una notte Stalin ascoltò alla radio il concerto per pianoforte in La maggiore di Wolfang Amadeus Mozart eseguito dalla Judina, domandandone poi una copia perché era rimasto colpito dalla bellezza e dall’esecuzione.
Qui inizia il bello!
L’esecuzione alla radio era dal vivo… perché nonostante la sua nota capacità tecnica, in quanto cristiana ortodossa (nonostante fosse di origini ebraiche) proprio nel momento in cui divampa la persecuzione dei cristiani, non Le veniva facilitata la possibilità di incidere i dischi….
Alla richiesta di Stalin si narra che durante la notte fu presa e portata in uno studio di registrazione dove era stata nel frattempo improvvisata una piccola orchestra.
Durante la notte sono stati cambiati ben tre direttori d’orchestra poiché i primi due avevano paura che la registrazione non soddisfacesse Stalin e che questi si accorgesse che non era il concerto che aveva ascoltato alla radio.
Solo il terzo direttore riuscì a realizzare la registrazione.
Si narra che Stalin sarebbe scoppiato in lacrime, commosso, fin dalle prime note dell’ascolto dell’esecuzione.
Tale leggenda nasce nel momento in cui, alla morte di Stalin, il disco è ancora presente sul suo giradischi.
Di certo si sa che dopo aver ricevuto il disco, Stalin dispose che Marija Yudina venga ricompensata con una significativa somma di denaro.
La pianista per ringraziarlo gli invia una lettera in cui scrive: “La ringrazio, ho però dato i soldi alla mia chiesa e pregherò per Lei perché il buon Dio La perdoni per tutte le atrocità che ha commesso verso il popolo”.
Se si considera che in quel periodo in Russia la chiesa era un’istituzione fuorilegge e che si stava rivolgendo alla massima autorità sovietica, appare straordinario, inspiegabile – e in qualche modo miracoloso – che la Yudina non abbia avuto conseguenze negative per la sua persona.

La maggior parte delle sue registrazioni su LP pubblicate in Russia sono ancora oggi molto difficili da ottenere.

Maria Yudina è morta a Mosca il 19 novembre 1970 all’età di 71 anni.